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Siddha, conosciamo la medicina alternativa che arriva dall’India

Quando di parla di medicina alternativa, non si può non menzionare l’India, che è conosciuta principalmente per l’Ayurveda. Ma nel subcontinente esiste anche un’altra corrente di pensiero, chiamata Siddha, ovvero una medicina alternativa praticata soprattutto nelle aree rurali del Sud del Paese e tramandata di generazione in gerazione in lingua tamil.

Sebbene le due medicine tradizionali indiane si assomiglino, nel corso degli anni hanno sviluppato percorsi e applicazioni differenti. Conosciamo più nel dettaglio il metodo Siddha, medicina approvata dal Governo Indiano come medicina alternativa.

Il nome Siddha significa “perfezionato” e riassume perfettamente i principi su cui si basa: ovvero la relazione tra la salute del corpo e il rapporto tra i cinque elementi. In altre parole, potremmo dire che il fine ultimo della Siddha è quello di liberare il corpo da costrizioni esterne e vivere in serenità. Questa linea di pensiero risale all’antica scuola dei Siddha tamil, legata al movimento dello Yoga tantrico.

Secondo la Siddha, la salute fisica viene raggiunta attraverso le pratiche yogiche e il contatto con l’energia divina, con un equilibrio perfetto tra il corpo e gli elementi, che rappresentano i diversi organi. Questo equilibrio deve essere ottenuto curando l’alimentazione, il sonno, i nostri pensieri e l’attività fisica. In un certo senso, potremmo dire che la Siddha si concentra sia sulle cure delle malattie, che sulla prevenzione di esse.

Origini

Per quanto riguarda le origini di questa medicina, la tradizione ci porta indietro fino al dio Shiva, il quale svelò il segreto di questi rimedi curativi alla sua amata Parvati. Da qui in avanti, la leggenda prosegue e narra di un saggio di Courtallam, il quale diventò il divulgatore della Siddha attraverso trattati in lingua tamil.

Nel corso della storia, sono ben diciotto i maestri considerati i più importanti esempi di incarnazione della linea di pensiero Siddha, forse il più grande in assoluto il maestro Gorakhnath, originario del Nepal e considerato l’incarnazione di Shiva.

I concetti della Siddha

Come detto, la medicina Siddha si basa su un equilibrio tra il corpo, la mente e ciò che ci circonda. Il sistema da molta importanza allo stile di vita e, più in particolare, a ciò che mangiamo. Il cibo, infatti, è considerato come un materiale da costruzione per il corpo, in grado di creare il giusto equilibrio per evitare la malattia.

Altro aspetto importante della medicina Siddha è, oltre al corpo, anche la spiritualità, vista come il raggiungimento della perfezione.

Le cure sono una combinazione di composti, suddivisi in tre gruppi principali di rimedi:

  • Rimedi erboristici
  • Rimedi animali
  • Rimedi inorganici (minerali)

Applicazione delle cure

Per quanto riguarda l’utilizzo di questi rimedi, il trattamento principale riguarda la manipolazione osteo-muscolare, il controllo dei plessi di energia e le tecniche di massaggio tramandate dalla tradizione cinese.

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Oli essenziali, cosa sono e come usarli

Con il termine di oli essenziali si identificano tutta una serie di prodotti ottenuti da materiale organico vegetale, attraverso due procedimenti: la spremitura e la distillazione. Vediamo nello specifico come si svolgono questi processi e l’utilizzo che si può fare del prodotto ottenuto.

Gli oli essenziali sono miscugli oleosi tratti dalla stessa pianta, della quale mantengono le caratteristiche, come il profumo e il sapore. Hanno consistenza densa, sono in grado di sciogliersi nei solventi organici ma difficilmente sono solubili in acqua. Nonostante abbiano un elevato punto di ebollizione, gli oli essenziali sono facilmente diffondibili dal vapore acqueo, caratteristica che li rende idonei all’utilizzo nel bruciaessenze.

Da dove vengono estratti

Gli oli essenziali vengono estratti da quasi tutte le parti della pianta, sono presenti:

  • fiori, come il gelsomino, arancio, camomilla;
  • frutti, come il pepe, la vaniglia, l’anice e il finocchio;
  • radici, come lo zenzero e l’iris;
  • sommità fiorite, come il timo, il rosmarino e la lavanda;
  • foglie, come la verbena, l’eucalipto e il basilico;
  • scorza dei frutti, come il limone, bergamotto e arancio;

Distillazione

Per distillazione, si intende una pratica utilizzata per estrarre gli oli essenziali dalle piante fresche, attraverso il vapore. Nonostante abbiano un punto di ebollizione che va dai 150 ai 300° C, gli oli essenziali mantengono inalterate le proprietà originarie della pianta stessa.

Spremitura a freddo

Questa tecnica viene utilizzata in presenza di piante che non hanno molta tolleranza al calore, ovvero quando non è possibile utilizzare l’estrazione a caldo.

Uso degli oli essenziali

Gli oli essenziali si prestano a diversi usi, il più classico è l’uso che se ne fa in aromaterapia come profumatori, utilizzando umidificatori, diffusori o bruciaessenze. Oltre a questo, gli oli essenziali trovano uso come profumatori per il corpo, massaggi, prodotti per la cura della casa, detergenti e come repellenti per gli insetti.

Utilizzati per aromaterapia, gli oli essenziali favoriscono il rilassamento, rigenerano lo stato psicofisico, migliorano la qualità del sonno, purificano l’aria, alleviano lo stress e migliorano l’umore.

Foto di mohamed Hassan da Pixabay

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10 rimedi naturali contro lo stress

Lo stress è una reazione psicofisica del nostro corpo quando l’organismo si trova ad affrontare un periodo più o meno lungo di tensione emotiva, cognitiva e sociale, che l’individuo identifica come eccessivo. Si stima che in Italia il 97% della popolazione abbia avuto a che fare, almeno una volta durante la vita, con lo stress.

Nella maggior parte dei pazienti colpiti da stress compaiono anche disturbi come il mal di testa, insonnia e mal di stomaco. Vediamo come lo stress possa influenzare così tanto il nostro organismo e quali sono le soluzioni per prevenirlo.

Come nasce lo stress

Lo stress nasce nel cervello. Uno dei pionieri della ricerca sullo stress è stato il medico austriaco Hans Selye, mentre già negli anni Venti, il fisiologo Walter Cannon definiva lo stress come una reazione di allarme da parte dell’organismo, che ha la funzione di preparare l’individuo ad una rapida azione difensiva, indispensabile per la sopravvivenza.

Nel 1929 Cannon, a proposito della fight reaction, la definì come uno stato di eccitazione innescato dal sistema nervoso autonomo in seguito alla rivelazione di un pericolo. Questa reazione, secondo le sue teorie, è comune sia agli uomini che agli animali.

I sintomi dello stress

I sintomi più frequenti dello stress possono essere suddivisi in quattro gruppi:

  • sintomi fisici: sono i più facili da collegare allo stress come disturbi gastrointestinali, il dolore allo stomaco, mal di testa, tensione a collo e spalle, insonnia, agitazione, tachicardia, capogiri e perdita di appetito;
  • sintomi comportamentali: problemi alimentari, digrignamento notturno dei denti, abuso di alcolici, atteggiamenti scontrosi nei confronti degli altri;
  • sintomi cognitivi: difficoltà di concentrazione, distrazione, mancanza di umorismo e creatività;
  • sintomi emozionali: nervosismo, ansia, tensione e infelicità;

Rimedi naturali

Una situazione di stress continuato può portare ad un grave esaurimento fisico, tensione, depressione, insonnia possono minare la nostra salute. In questi casi dobbiamo correre al riparo e rivolgerci al nostro medico di base, che saprà valutare i sintomi e improntare la terapia più adatta.

Quando il sovraccarico fisico e mentale è invece meno grave, possiamo trovare qualche rimedio allo stress nelle cure naturali. Vediamo quali sono i 10 rimedi naturali contro lo stress:

  • Rallentare. Prendersi del tempo durante la giornata per raccogliersi in se stessi e fissare l’attenzione sul ritmo del nostro respiro. Questa tecnica ci consente di rallentare la corsa e ritrovare la lucidità;
  • Alimentazione. Anche ciò che mangiamo può aiutarci ad essere meno vulnerabili allo stress, un aiuto importante lo troviamo soprattutto negli alimenti con alti contenuti di vitamine del gruppo B, magnesio e potassio. Allo stesso tempo, meglio evitare o limitare l’assunzione di sostanze eccitanti come caffè e alcol;
  • Riposo. Le situazioni stressanti ci portano ad un peggioramento della qualità del sonno (insonnia, agitazione), quindi dobbiamo lavorare su un rilassamento completo durante la sera, magari aiutandoci con infusi e tisane (camomilla, melissa, biancospino, tiglio);
  • Ritrovare il buon umore. Lo stress a lungo andare rende ostili, infelici e apatici. Importante uscire all’aria aperta ed esporsi alla luce solare, che è in grado di regolare anche il nostro umore;
  • Fare attività fisica. Ossigenare bene il corpo aiuta anche la mente, per questo è importante praticare attività fisica, di qualsiasi genere, purché il corpo possa scaricare l’eccesso di tensione dovuto allo stress. Lo yoga è una buona tecnica per rafforzare l’equilibrio;
  • Fiori di Bach. In condizioni di stress, i fiori di Bach aiutano a ritrovare il giusto equilibrio, normalizzano la risposta personale di fronte allo stress;
  • Oli essenziali. La lavanda, per esempio, ha ottime proprietà rilassanti, mentre il sandalo aiuta a sciogliere le tensioni. Usati nel bruciaessenze, gli oli essenziali hanno un buon profumo e proprietà calmanti;
  • Musica. L’ascolto della musica, specialmente in sottofondo, aiuta il rilassamento e allontana le tensioni;
  • Massaggio. Un bel massaggio aiuta a sciogliere le contratture di nuca e spalle e a ritrovare il giusto equilibrio;
  • Silenzio. Il silenzio è un ottimo alleato contro lo stress, spenti cellulari e televisione, concentriamoci sui rumori esterni, come la natura che ci circonda. Ci stupiremo di quanti suoni non siamo più abituati ad ascoltare.

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Colon irritabile, i rimedi naturali che arrivano dall’omeopatia

Con il termine colon irritabile si intende un disturbo intestinale molto diffuso tra la popolazione, che coinvolge la funzionalità intestinale procurando dolore addominale. Spesso è associato a forme di tensione emotiva e a stati ansiosi e stress. L’omeopatia offre diversi rimedi per prevenire e curare questo problema.

Colon irritabile, come riconoscerlo

Si tratta di un disturbo che colpisce con prevalenza il sesso femminile ed è spesso associato a tensioni emotive e stati ansiosi. Si manifesta con dolore crampiforme e senso di tensione addominale, non sempre in concomitanza dei pasti.

Sebbene il colon irritabile sia più che altro un problema a livello funzionale che non compromette le pareti intestinali, è anche vero che i suoi sintomi sono piuttosto fastidiosi. Infatti, l’aspetto più evidente di questa irritazione si manifesta con un’alternanza delle funzioni intestinali, passando da periodo di diarrea ad altri di stitichezza. Altri sintomi che possono essere associati, a seconda del soggetto, sono: meteorismo, flautolenza, nausea, stanchezza, dispepsia, mal di testa.

Visto il coinvolgimento della sfera psichica nel manifestarsi del disturbo, possiamo dire che il colon irritabile non è una sindrome che interesse unicamente l’intestino ma viene coinvolto l’intero organismo. Esiste, infatti, un coinvolgimento tra il sistema nervoso e le funzionalità intestinali che identificano i sintomi come una manifestazione psicosomatica.

Colon irritabile, le cure omeopatiche

Come sempre sarà il medico ha fornire una chiara diagnosi e ad indicare la corretta terapia farmacologica da seguire, ma anche la natura può venirci in aiuto, vediamo quali cure omeopatiche possono aiutarci a combattere i sintomi del colon irritabile. O meglio, a curare tutto il corpo. Infatti l’omeopatia cura il malato come paziente che tende a somatizzare le tensioni a livello gastrointestinale.

argentun nitricum

Indicato in soggetti con forte emotività, in tensione per l’impegno negli studi, soggetti molto impegnati lavorativamente. La caratteristica principale della sindrome è l’ansia anticipatoria e l’impazienza per l’evento che devono affrontare. I sintomi si manifestano con infiammazione del colon, meteorismo, diarrea emotiva e spesso anticipano l’evento ansiogeno.

lycopodium

Indicato in soggetti ansiosi, insicuri e malinconici. I sintomi si manifestano con stipsi e meteorismo solitamente dopo i pasti. Il peggioramento dei sintomi avviene con il caldo intenso e in ambienti chiusi, mentre tende a migliorare all’aria aperta e assumendo cibi caldi.

gensemium

Indicato in soggetti timidi e sensibili con paure paralizzanti. I sintomi si manifestano con diarrea prima dell’evento che genera tensione (colloqui, prove d’esame, ecc).

arsenicum album

Indicato quando l’ansia è così forte da scatenare attacchi di panico, il soggetto è pauroso, irrequieto e soffre di violente coliche addominali che si accentuano di notte e con il freddo, mentre tendono a migliorare con il caldo.

veratrum album

Indicato in caso di diarrea acquosa, accompagnata da sudori freddi. Il soggetto è agitato, iperattivo, ambizioso. I sintomi peggiorano con il movimento e l’umidità, mentre migliorano con il riposo.

mercurius solubilis

Rimedio indicato in caso di diarrea associata a coliche e svenimenti. Il soggetto è molto ansioso, introverso, pauroso e teme la contraddizione. I sintomi migliorano con il riposo, peggiorano con le variazioni climatiche e l’umidità.

colocynthis

Indicato in caso di coliche, anche senza diarrea, e forti dolori addominali. Il soggetto è incline alla collera, le crisi sono scatenate da situazioni che generano rabbia. I sintomi peggiorano dopo l’assunzione di frutta.

nux vomica

Indicato in caso di stipsi ostinata. Il soggetto è stressato (lavoro, studio), iperattivo, ha un regime alimentare squilibrato. I sintomi sono gonfiore dopo i pasti, sonnolenza, migliorano con il calore e peggiorano con il freddo e assunzione di alcolici.

aloe

Indicato in caso di colon spatico con dolore cronico addominale che si estende dall’ombellico al torace. Il soggetto è sempre in lite con se stesso, insoddisfatto e ipocondriaco. I sintomi migliorano con il fresco e l’aria aperta, mentre peggiorano con il caldo.

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Pubblicato in: Erboristeria, Omeopatia

Rinite, sintomi e rimedi

Con l’arrivo della primavera, un altro problema che colpisce moltissime persone è la rinite, una fastidiosa infiammazione della mucosa nasale che può essere causata da molti fattori. I sintomi principali sono naso chiuso ed eccessivo gocciolamento, inoltre possono insorgere prurito nasale, febbre e starnuti. Vediamo i segnali più comuni della rinite e i possibili rimedi per allontanare questo fastidio.

Rinite, le tre tipologie principali

Quanti sono i tipi di rinite e come riconoscerle in base ai sintomi? Iniziamo col dire che esistono tre tipologie di rinite:

  • Rinite allergica
  • Rinite non allergica
  • Rinite infettiva

La rinite allergica è un’infiammazione della mucosa nasale causata da alcune sostanze, chiamate allergeni, che provocano l’insorgere dei sintomi. Queste sostanze vanno dalla polvere, al polline, al pelo degli animali e molti altri, che innescano una risposta inappropriata del sistema immunitario.

La rinite non allergica è un processo infiammatorio le cui cause non sono ancora precise. Secondo gli esperti, i sintomi sono scatenati da una eccessiva dilatazione dei vasi sanguigni della mucosa nasale, con accumulo di materiale nelle cavità nasali. Si tratta di una vasodilatazione, che può essere innestata da alcuni fattori:

  • Squilibri ormonali, conseguenza di alcuni stati della nostra vita, come la pubertà o la gravidanza
  • Terapie ormonali come i contraccettivi ormonali
  • Sbalzi improvvisi di temperatura e umidità dell’aria che respiriamo
  • Assunzione o esposizione ad alcune sostanze irritanti, come i cibi troppo caldi, il fumo di sigaretta, alcuni detergenti, odori troppo forti, sostanze alcoliche
  • Stress
  • Alcuni farmaci come beta-bloccanti, alcuni Fans, decongestionanti nasali spray
  • Problemi a carico dei turbinanti, ovvero aree della cavità nasale formate da tessuti che mantengono la giusta umidità e proteggono dall’ingresso di batteri nell’organismo

La rinite infettiva ha invece cause virali o batteriche, cioè insorge a causa e come sintomo di infezioni virali o batteriche.

Quali sono i principali sintomi?

Anche se alcuni dei sintomi delle varie forme di rinite sono simili, come starnuti, naso che cola o naso chiuso, ogni tipo di rinite ha poi i suoi tipici sintomi specifici che la caratterizzano. Vediamo quali sono i principali sintomi:

Rinite allergica: prurito nasale, tosse, mal di testa, malessere generale, congiuntivite, lacrimazione, palpebre gonfie e prurito alla gola.

Rinite non allergica: irritazione nasale sia interno che esterno e intorno al naso, presenza di crosticine nelle cavità nasali che possono provocare leggeri sanguinamenti, alitosi, russamento, polipi nasali, sinusite, disturbi del sonno e sonnolenza.

Rinite infettiva: febbre, tosse, alitosi, malessere, stanchezza. In caso di un’infezione severa si può avere compromissione a livello dei bronchi e/o polmoni.

Trattamento per ogni rinite

Come detto, ogni tipo di rinite ha le sue cause e i suoi sintomi e ribadiamo l’importanza di una precisa diagnosi medica dal proprio medico di base. I trattamenti della rinite, comunque, dipendono dalla causa scatenante e dalla gravità dei sintomi.

In linea di massima, possiamo suddividere i trattamenti in questo modo:

Rinite allergica:

  • La prevenzione è già la miglior cura in caso di allergie, infatti con un po’ di cautela possiamo evitare almeno in parte i fattori scatenanti (allergeni).
  • Antistaminici, sia in spray locali che per via sistemica (pasticche o soluzioni liquide). Gli antistaminici sono utili per bloccare il rilascio dell’istamina nei processi infiammatori della rinite allergica.
  • Gocce oculari per alleviare il prurito degli occhi e l’eccessiva lacrimazione.
  • Decongestionanti spray per liberare il naso chiuso
  • Immunoterapia, con lo scopo di ridurre l’esagerata risposta del sistema immunitario ai vari tipi di allergene.

Rinite non allergica:

  • La prevenzione è importante anche nella rinite non allergica, infatti con qualche attenzione possiamo evitare in parte il contatto con i fattori scatenanti.
  • Lavaggi nasali con soluzioni saline, detergono ed eliminano il muco in eccesso dalle cavità nasali.
  • Spray nasali a base di corticosteroidi, per ridurre l’infiammazione
  • Spray nasali anticolinergici, per limitare la formazione di muco all’interno delle cavità nasali che causano il naso che cola.
  • Spray nasali decongestionanti, per ridurre l’eccessiva dilatazione dei vasi sanguigni della mucosa nasale.

Rinite infettiva:

  • Terapia antibiotica
  • Terapia antivirale
  • Riposo e antipiretici contro la febbre

Rinite acuta o rinite cronica?

Un’altra distinzione tra le varie forme di rinite è quella di stabilire se, in base alla gravità dei sintomi e alla frequenza degli attacchi, si tratta di un episodio sporadico o di una rinite cronica. A questo riguardo, dividiamo la rinite in:

  • Rinite acuta: ovvero i sintomi si presentano in breve tempo e sono piuttosto severo, sebbene la durata dell’episodio sia ridotta a qualche giorno.
  • Rinite cronica: quando i sintomi si presentano gradualmente, persistano per diverse settimane ma i sintomi non sono molto intensi.

Foto di Anastasia Gepp da Pixabay

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Mal di testa, emicrania o cefalea? Scopri le differenze

A chi non è capitato almeno una volta nella vita di aver avuto un fastidioso mal di testa? Le cause possono essere le più disparate e quello che molti definiscono semplicemente mal di testa, in effetti può avere diverse cause e sintomi che cambiano per intensità, localizzazione del dolore e durata. Il metodo più conosciuto per distinguere ciascun fastidio è la Classificazione Internazione delle Cefalee, stilato dalla International Headache Society e approvato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In base a questo trattato, gli esperti classificano il mal di testa in tre grandi categorie:

1. Cefalee primarie

3. Nevralgie craniche

2. Cefalee secondarie

Cefalea primaria

Le cefalee primarie sono le più comuni e diffuse, a volte sono determinate da fattori ormonali, ambientali o a scorrette abitudini di vita. All’interno delle cefalee primarie possiamo distinguere ulteriormente:

Cefalea tensiva. Tra le cefalee primarie è spesso la meno fastidiosa. Il dolore è provocano dall’involontaria contrazione dei muscoli di nuca, collo, spalle, dovuta ad una situazione di tensione generale del soggetto, oppure è associata all’ansia, depressione o postura scorretta. Il dolore della Cefalea tensiva, che solitamente colpisce maggiormente le donne, è di tipo costrittivo e si presenta bilateralmente.

Emicrania. Colpisce prevalentemente le donne, anche in età giovanile. Tra i fattori scatenanti degli attacchi, che possono variare da pochi episodi in un anno fino a 2-3 alla settimana, sembra ci siano squilibri ormonali (ciclo mestruale), alcuni alimenti (formaggi stagionati, additivi alimentari), cattive abitudini comportamentali (scarsità di sonno, fumo e stress) e alimentari (consumo di alcol). Il dolore dell’emicrania è descritto come intenso e pulsante, può esordire da un solo lato del capo e successivamente diffondersi in regione frontale (occhio e tempia) ed essere accompagnato da altri sintomi: nausea, fotofobia e vomito. Chi ne è colpito è limitato nello svolgimento delle normali attività quotidiane e preferisce riposare in un luogo buio e silenzioso.

Cefalea a grappolo. Sebbene sia il tipo meno diffuso tra le cefalee primarie, il dolore di questa forma di cefalea viene descritto come intenso, lancinante e trafittivo. Colpisce prevalentemente gli uomini e il dolore compare di solito in un solo lato del capo. Gli episodi tendono ad essere abbastanza ravvicinati nel tempo e ciò che la contraddistingue è il suo esordio veloce e doloroso. Spesso la cefalea a grappolo è associata ad altri disturbi, come lacrimazione, arrossamento degli occhi. Tra i fattori scatenanti di questo mal di testa ci sarebbero l’eccessivo consumo di alcol e alterazioni del ritmo del sonno.

Il fattore comune a questi tre tipi di Cefalea primaria è la distinzione in base alla durata: si classificano infatti in Episodiche, se la frequenza non supera i 15 giorni in un mese. Viceversa, diventano Croniche se il dolore compare almeno 15 giorni in un mese e per più di sei mesi consecutivi.

Cefalea secondaria

Come si intuisce dal nome, per cefalee secondarie si identificano quel tipo di cefalea che si manifesta in seguito ad altre patologie, rappresentandone a tutti gli effetti uno dei sintomi. Parliamo di patologie come la sinusite, rinite, l’otite, faringite, ecc. Qualora ci fossero altri sintomi o il dolore si manifestasse con un’intensità maggiore rispetto al normale, è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico curante per una diagnosi, perché un esordio improvviso potrebbe celare problematiche molto pericolose (emorragie, ictus).

Nevralgie craniche

Tra i vari tipi di mal di testa, il gruppo che rientra nelle nevralgie craniche è caratterizzato da infiammazione dei nervi cervicali o cranici, tra questi troviamo la nevralgia del trigemino che interessa una zona localizzata nel volto.

Concludiamo dicendo che il mal di testa può essere un semplice fastidio temporaneo o rappresentare il sintomo di un problema vero e proprio. Spetta dunque al medico valutare i sintomi, rintracciare le cause e determinare una terapia valida.

Soffrire di mal di testa ricorrente è davvero fastidioso e spesso mette a repentaglio le nostre giornate, spesso quando gli episodi sono frequenti ci ritroviamo spesso spenti e stanchi, ci sentiamo privi di forze.

Per fortuna, molto spesso il mal di testa è solo un fastidio passeggero e risolvibile con gli aiuti che arrivano dalla medicina, ma anche dalla natura, come i preparati erboristici o l’omeopatia.

Foto di luisa Munoz da Pixabay

Pubblicato in: Integratori, Omeopatia

10 patologie che causano la stanchezza

La stanchezza è uno stato che tutti hanno provato almeno una volta, quando però si protrae per troppo tempo può essere il campanello d’allarme di qualche patologia. Vediamo quali sono le 10 patologie che possono causare la stanchezza. Ci si sente sempre stanchi, quando ci si alza si ha la sensazione di non aver dormito abbastanza e che la giornata sia interminabile. Uno stato perenne di stanchezza può arrivare a farci declinare inviti, rinunciare a praticare sport e vivere quotidianamente sotto tono. Ecco quali sono le cause e i rimedi di questo stato perenne di mancanza di energia.

Stanchezza, quali sono le cause?

Molto spesso la stanchezza è una condizione passeggera, magari legata all’arrivo della primavera, ad un periodo particolarmente intenso sotto il profilo lavorativo o scolastico, oppure una prolungata carenza di sonno. In questi casi, quando la stanchezza è dovuta a una condizione di ansia o di stress momentaneo, basterà rivedere il nostro stile di vita e cercare di ridurre i ritmi, aiutandoci con l’alimentazione e, se necessario, con qualche integratore naturale.

Quando dobbiamo rivolgerci al medico?

Quando la stanchezza non passa, dobbiamo rivolgerci al medico e sottoporci a qualche accertamento per stabilire le cause e individuare una terapia efficace al problema.

Quali sono le 10 patologie che possono causare stanchezza?

Ecco alcune delle patologie che, in combinazione con gli altri sintomi specifici della malattia stessa, possono presentare anche una forma di stanchezza:

  • 1. ANEMIA L’anemia è la carenza di ferro nell’organismo ed ha, tra gli altri, come sintomo la stanchezza e una sensazione di affaticamento, di pesantezza muscolare. Colpisce indifferentemente sia uomini che donne, anche se le donne in particolari periodi (gravidanza, mestruazione, menopausa) sono più esposte.
  • 2. CELIACHIA La celiachia è una infiammazione cronica dell’intestino dovuta all’assunzione, in persone predisposte, del glutine. Oltre agli altri sintomi, anche la celiachia può causare stanchezza.
  • 3. IPOTIROIDISMO Si tratta di una disfunzione della tiroide, che colpisce principalmente le donne e causa anch’essa uno stato di stanchezza.
  • 4. ANSIA Uno stato costante di ansia può influire sulla vita quotidiana e generare una condizione di stanchezza.
  • 5. SINDROME DELLE GAMBE SENZA RIPOSO Si tratta di una sindrome che colpisce, di notte, gli arti inferiori, con dolori e la necessità continua di movimento che provocano un pessimo riposo notturno e, di conseguenza, lo stato di stanchezza.
  • 6. SINDROME DA STANCHEZZA CRONICA Può manifestarsi e durare per mesi, accompagnata da dolori muscolari e mal di testa. Alla lunga porta ad una condizione stanchezza debilitante.
  • 7. MONONUCLEOSI E’ un’infezione virale di breve durata che provoca febbre, mal di gola e ingrossamento ghiandolare. Tra i sintomi anche la stanchezza che può durare qualche tempo.
  • 8. APNEA NOTTURNA Si tratta di una patologia piuttosto infida, in quanto non sempre viene diagnosticata subito. Chi ne è colpito, durante la notte ha un sonno irregolare, contraddistinto da continui risvegli dovuti all’interruzione della respirazione e di conseguenza un pessimo riposo.
  • 9. DIABETE La stanchezza è uno dei sintomi anche di questa patologia dovuta ad un eccesso di zucchero nel sangue.
  • 10. DEPRESSIONE Lo stato depressivo può influenzare anche lo stato di salute generale, causando un calo di energie e un peggioramento della qualità del sonno, con conseguente stanchezza durante il giorno.

Foto di ThuyHaBich da Pixabay

Pubblicato in: Integratori

Vitamine, un carico di vitalità in primavera

In primavera bisogna prendere le vitamine” dicevano una volta le nostre nonne. Una schiera infinita di persone, cresciuta con questo appuntamento fisso all’inizio della primavera. Le vitamine, quindi, ritornano alla ribalta anche quest’anno, con il brutto tempo che si sta lentamente allontanando e le giornate che si allungano. Nell’aria si avverte il profumo della primavera e la natura è la prima a dare qualche segno di risveglio: nuove gemme sugli alberi, i primi fiori nelle aiuole colorano le nostre giornate.

Un risveglio tanto atteso durante le lunghe giornate piovose, ma ora che è arrivato ci sentiamo già stanchi e spossati? Il risveglio della natura non rispecchia esattamente il risveglio del nostro corpo. Il cambio di stagione, infatti, crea qualche problema a diverse persone. I fastidi più frequenti sono un malessere generale, il mal di testa e difficoltà di concentrazione. Inoltre, molti di noi in questo periodo deve fare i conti con i pollini e diversi tipi di allergeni che creano lacrimazioni e naso che cola.

Vitamine per ritrovare le energie

Diversi studi dimostrano l’importanza delle vitamine nel regime alimentare, tanto che la loro carenza porta a inevitabili problemi di salute, come lo scorbuto e l’anemia.

Come detto, la bella stagione porta con sé molti disturbi. Vediamo come le vitamine possono venirci in aiuto per combattere i fastidi più comuni. Sonnolenza, difficoltà di concentrazione e stanchezza sono fastidi primaverili che possono essere risolti naturalmente con un buon apporto di vitamine e di sali minerali, assunti quotidianamente insieme ad un dieta variata.

Tutte le vitamine hanno un ruolo nel mantenere il nostro organismo in piena salute, ma alcune in particolare non devono mancare se si vuole arrivare tonici e pieni di energia allo scoccare del 21 marzo. Vediamo quali sono.

Combattere i disturbi con le vitamine

Proprietà della vitamina A

  • stimola il sistema immunitario
  • è un’alleata dei capelli, dei denti e delle ossa
  • mantiene elastica la pelle e contrasta l’insorgere delle macchie
  • protegge la vista

La vitamina A si trova naturalmente nel fegato, uova, latte, carota, albicocca, lattuga e pomodoro.

Proprietà gruppo vitamina B

  • la vitamina B1 ha un ruolo fondamentale per i processi energetici dell’organismo, aiuta ad evitare dolori muscolari, spossatezza, mancanza di appetito. La troviamo nella carne di maiale, legumi, uova, pappa reale, nocciole, mandorle, noci, cereali.
  • la vitamina B2 preserva da infiammazioni, bruciori, afte, problemi al cavo orale. La troviamo nelle uova, formaggi, yogurt, cavoli, piselli.
  • la vitamina B3 regola il buon funzionamento del sistema nervoso. La troviamo nelle carni bianche, arachidi, lievito di birra, pesce spada, tonno e salmone.
  • la vitamina B5 regola il metabolismo di grassi, proteine e carboidrati. Inoltre, protegge pelle e capelli e previene la stanchezza. La troviamo nei legumi, frattaglie, tuorlo d’uovo, funghi secchi, fegato e lievito di birra.
  • la vitamina B6 contribuisce al metabolismo degli acidi grassi, zuccheri e aminoacidi. Regola la formazione di globuli rossi, bianchi e ormoni. Crea la barriera immunitaria e protegge le funzioni cerebrali. La troviamo nel pesce, legumi, agrumi, patate, spinaci, carni bianche e frutta.
  • la vitamina B7 svolge un’azione di pulizia delle pareti interne delle nostre arterie, riduce il colesterolo nel sangue e protegge le cellule nervose. La troviamo nel lievito di birra, agrumi, cereali integrali, tuorlo d’uovo, noci, carne, fegato, banane e arance.
  • la vitamina B8 partecipa al metabolismo proteico, previene dermatiti seborroiche, alopecia e acne, svolgendo un ruolo protettivo nei confronti di pelle e capelli. La troviamo nel latte, formaggio, verdure, funghi, arachidi e tuorlo d’uovo.
  • la vitamina B9 è fondamentale per la sintesi delle proteine e del Dna, infatti ha un ruolo importante durante la gravidanza in quanto protegge e favorisce lo sviluppo embrionale. Ha anche una funzione di protezione nei confronti dei problemi cardiovascolari. La troviamo nelle verdure a foglie verdi come spinaci, broccoli e lattuga, oltre al latte, kiwi e limone.
  • la vitamina B12 ha un ruolo fondamentale nella produzione di globuli rossi e formazione di midollo osseo. La troviamo negli alimenti di origine animale, carne, pesce, latte e uova.

Proprietà vitamina C

  • ha poteri antiossidanti
  • innalza le barriere del sistema immunitario
  • previene il rischio di tumori
  • neutralizza i radicali liberi

Troviamo la vitamina C negli alimenti freschi: frutta e verdura, come arance, fragole, kiwi, limoni, broccoli, spinaci, pomodori.

Proprietà della vitamina D

  • è un regolatore del metabolismo del calcio, aiuta la calcificazione delle ossa.
  • mantiene nella norma i livelli di calcio e di fosforo nel sangue.

La vitamina D è abbastanza scarsa negli alimenti, ad eccezione dell’olio di fegato di merluzzo.

Proprietà della vitamina E

  • proprietà antiossidanti
  • combatte i radicali liberi
  • favorisce il rinnovo cellulare
  • ha funzione di prevenzione al cancro

Troviamo la vitamina E nei semi di grano, nei cereali, noci, olive, arachidi e mais, oltre verdura a foglia verde.

Foto di Jill Wellington da Pixabay